Chiara Iezzi, solista per beneficenza

Gennaio 17th, 2007

Beneficenza a suon di musica. E se la musica in questione è quella di Chiara Iezzi, del duo Paola e Chiara, c’è più gusto. Così un gruppo di fortunati, fra cui l’ex concorrente de ‘La Talpa’ Davide Ricci, ha potuto assistere alla performance live della bionda cantante, che ha da poco pubblicato il primo album da solista, ‘Nothing at all’.

Location dell’evento la discoteca Alien di Roma. I fondi raccolti durante la serata serviranno ad alleviare le sofferenze dei bambini orfani in Malawi. Tutte le foto del concerto su GossipNews.
Edoardo Rossi
3/1/2007

Bill Gates investe sugli inquinatori e poi fa beneficenza

Gennaio 16th, 2007
Nella giornata di presentazione della nuova Xbox Microsoft un’inchiesta giornalistica solleva dubbi sulla beneficenza di Bill Gates e della moglie. Sotto accusa gli investimenti nello stabilimento dell´Eni, a Ebocha in Nigeria, che vomita sulla popolazione 250 sostanze altamente tossiche, approfittando della inesistente sorveglianza ambientale delle autorità. Secondo i medici di quella zona, asma, bronchite cronica, altre malattie respiratorie sono endemiche. «Qui fumiamo tutti, senza mai accendere una sigaretta» dice una madre.

La giornata, che doveva essere trionfale per Bill Gates, è stata macchiata da un’inchiesta del Los Angeles Times sulla «Bill & Melinda Gates Foundation», il gigante della beneficenza che con 35 miliardi di patrimonio del fondatore della Microsoft e altri 31 miliardi in arrivo da Warren Buffett, il secondo uomo più ricco del mondo, conta su un patrimonio superiore al Prodotto interno lordo del 70% dei paesi del mondo. Secondo l’inchiesta, la Gates Foundation ha sì versato fondi in vaccini contro la polio e il morbillo in varie parti del mondo, compreso il Delta del Niger. Ma, allo stesso tempo, avrebbe investito altrettanto denaro in società che secondo il quotidiano sono tra le maggiori responsabili delle malattie respiratorie che affliggono i bambini dell’area. Il filantropo si troverebbe così a sostenere finanziariamente alcune delle società che figurano nelle liste dei peggiori inquinatori del mondo.

Note:

Interessante è anche questo articolo di Repubblica.
“COSI’ FA DEL MALE IL BENEFATTORE BILL GATES”
lunedì 08 gennaio 2007
Inchiesta choc sull´inventore di Microsoft paladino della filantropia tanto da aver donato 30 miliardi di dollari attraverso la sua Fondazione. Il Los Angeles Times: investe in aziende che inquinano e sfruttano. Molti i sospetti su enti come questo, creati per avere sgravi fiscali Fare il bene usando i profitti del male, essere filantropi con una mano e rapaci con l´altra, fino a uccidere proprio coloro che si vorrebbero salvare. L´accusa di ipocrisia e doppiezza contro il benefattore accusato di nascondere dietro la generosità i propri interessi colpisce uno degli uomini più ricchi, importanti, adulati ed esecrati del pianeta, William «Bill» Henry Gates, fondatore e padrone dell´impero planetario del software, la Microsoft.
La sua Fondazione, che ha diffuso sul mondo più di 30 miliardi di dollari in opere di bene dalla nascita nel 2000 è ora accusata in una lunga e documentata inchiesta del più importante quotidiano della costa Pacifica, il Los Angeles Times, di alimentare questa munificenza con i profitti degli investimenti nelle multinazionali più «socialmente irresponsabili», dagli impianti dell´Eni italiana in Nigeria a quelle farmaceutiche monopoliste che rifiutano di abbassare i prezzi dei medicinali contro l´Aids, proprio una delle piaghe contro le quali la Fondazione Gates si batte.
I sospetti di interessata ipocrisia che colpiscono queste gigantesche Fondazioni americane create per alleggerire le tasse, è la riedizione moderna della classica storia ottocentesca del libertino che lascia le proprie fortune al convento delle ex vergini sedotte, per salvarsi l´anima. Ma se le altre grandi Foundations costruite sui profitti dai Carnegie, dai Mellon, dai Rockefeller, dai Walton sono da decenni studiate, questo attacco all´ uomo più ricco della nazione (portafoglio personale stimato a 53 miliardi di dollari) è nuovo. Gates, che ha fatto della piccola società creata per la distribuzione del sistema operativo per Personal Computer MS-Dos, un monopolio di fatto del software che alimenta il 90% dei PC nel mondo, è stato ripetutamente accusato e incriminato per pratiche contro la concorrenza, negli Stati Uniti come alla Commissione Europea, nel tentativo, finora sostanzialmente vano, di spezzare il suo impero.
Ma dal 2000, quando ufficialmente lui si chiamò fuori dalla gestione della Microsoft per diventare «un filantropo a pieno tempo» e fondare con l´ex impiegata della società, Melinda, oggi sua moglie la «Gates Foundation», Bill sembrava essersi immunizzato dall´odio che la durezza delle sue pratiche commerciali avevano prodotto. Il resto della sua vita, ancora lunga essendo nato nel 1955, sarebbe stato dedicato a finanziare la guerra all´Aids in Africa, l´istruzione delle minoranze negli Stati Uniti, la bonifica dei disastri ecologici, l´assistenza medica nelle regioni più disperate. Una sorta di neo dottor Schweitzer a distanza. Il mondo della politica e della ricerca, non insensibile al suo borsellino, lo aveva ricoperto di onori e di inviti. Lui, che non aveva mai finito l´università a Harvard, aveva ricevuto tre dottorati honoris causa, in Svezia, in Olanda e in Giappone, insieme con un cavalierato della corona Britannica.
Ora, la scoperta che il portafoglio benefico della Fondazione è gonfio di profitti raccolti da investimenti in aziende e imprese che fanno esattamente il contrario di ciò che il benefattore dice di voler fare. Lo stabilimento dell´Eni, a Ebocha in Nigeria, vomita sulla popolazione 250 sostanze altamente tossiche, approfittando della inesistente sorveglianza ambientale delle autorità. Secondo i medici di quella zona, asma, bronchite cronica, altre malattie respiratorie sono endemiche. «Qui fumiamo tutti, senza mai accendere una sigaretta» dice una madre. Duecentodiciotto milioni di dollari sono stati donati per campagne di vaccinazione e di prevenzione in quel delta del Niger, dove sorgono raffinerie e impianti di Eni, Exxon, Chevron, Shell, Total, Conoco Philips, Tyco e la Dow Chemical, classificate tra i peggiori inquinatori nelle graduatorie americane e canadesi, nei quali la stessa Fondazione ha investito molto di più, 423 milioni. La beneficenza tenta di rimediare dunque ai guasti che l´investimento provoca.
Per evitare proprio questo conflitto di interesse, Gates aveva separato il braccio benefico della fondazione dal braccio finanziario, perché la destra non sapesse ciò che fa la sinistra. Ma il braccio finanziario, che deve alimentare la generosità del braccio benefico, non si fa scrupoli. Investe in multinazionali del farmaco che fanno pagare 500 dollari per un trattamento dell´Aids chiamato Kaletra, un prezzo esorbitante per i pazienti in Africa.
Il conflitto tra le azioni e le intenzioni si ripete attorno alle grandi cartiere sudafricane, impianti tra i più micidiali, che attirano migliaia di operai e legioni di prostitute, alle quali la Fondazione Gates tenta invano di insegnare l´uso dei profilattici, come ha predicato Bill all´ultima conferenza mondiale di Toronto, mentre la valle sulla quale le cartiere rigurgitano i loro scarichi ha la massima incidenza di tumori. I locali la chiamano «la Valle del Cancro» e la causa diretta sono quegli impianti nei quali la Fondazione Gates ha investito. Il 41% del portafoglio è, secondo i calcoli degli specialisti interpellati dal «Times», in società «socialmente irresponsabili». L´opposto di quella responsabilità sociale che il titolare predica nei congressi, alla Nazioni Unite, alle quali donò un miliardo di dollari e ai governi che si sgomitano per invitarlo e ascoltarlo.
Naturalmente, accusare e attaccare Bill, l´Antipatico monopolista che milioni di utilizzatori maledicono ogni giorno per i difetti dei suoi sistemi operativi come Windows, è facile e l´obiezione è ovvia. Quelle aziende inquinanti, quelle farmaceutiche rapaci, troverebbero comunque schiere di investitori avidi, senza restituire neppure un centesimo alla comunità umana. E senza la legge fiscale americana che abbuona dal fisco il 5% dei profitti se dati in beneficenza, ci sarebbero ancora meno briciole per i bambini asmatici della Nigeria. Non è facile, neppure per i miliardari filantropi, essere «socialmente responsabili» in un mondo socialmente irresponsabile.
La Repubblica, 8 gennaio 2007
http://www.greenplanet.net/content/view/18208/1/

La tuta di Valentino Rossi all’asta per beneficienza

Gennaio 16th, 2007

Aggiudicato per quasi 35.000.00 euro l’intero equipaggiamento di Valentino Rossi per l’Associazione “Un sogno per il Gaslini” Onlus.

“Spero con tutto il cuore che con questo gesto si possa fare tanto per i piccoli ospiti dell’ospedale Gaslini: confido nella generosità di chi, aggiudicandosi la tuta, saprà di far loro del bene” –Valentino Rossi.

La tuta è stata battuta per 19.600.00 euro, i guanti per 4.730.00 euro e gli stivali per 10.150.00 euro.

La cifra raccolta andrà all’Associazione “Un sogno per il Gaslini” Onlus.

Il progetto “Un sogno per il Gaslini” ha come obiettivo la creazione di un centro all’interno dell’Abbazia di San Gerolamo adiacente all’Istituto Pediatrico Gaslini di Genova, da destinare a strutture non mediche: aule per i bimbi che hanno interrotto la scuola a causa della malattia, palestre per la riabilitazione fisica, sale per il gioco e lo svago, spazi per l’incontro con le famiglie.

L’obiettivo è quello di rendere più sereno il periodo di convalescenza dei bambini ricoverati e la fase di passaggio tra il loro mondo in famiglia e la vita ospedaliera.

A partire dal 2000, per 3 anni, sono stati al fianco dell’Associazione per realizzare questo progetto i giocatori della Juventus. A partire dal Luglio 2004 gli atleti Olimpici e Parolimpici del CONI ( tra i quali Alberto Gilardino, Jury Chechi, Deborah Compagnoni, Aldo Montano, Valentina Vezzali, Igor Cassina, Domenico Fioravanti, Filippo Magnini, Andrea Lucchetta, Dino Meneghin, e il figlio Andrea, Antonio Rossi, Sara Simeoni, Manuela di Centa, Gabriella Paruzzi, Stefania Belmondo, Karin Moroder, Lara Magoni, Fabrizio Macchi, Isolde Kostner, Carolina Kostner) si stanno impegnando attivamente per la realizzazione del sogno di più di 50.000 bambini che vengono ricoverati ogni anno nel più grande ospedale pediatrico d’Italia.

Sito internet: www.unsognoperilgaslini.com

Per ulteriori informazioni:
Associazione “Un sogno per il Gaslini” ONLUS
Presidente: Giulia Mancini – cell. 335-5823919
sede operativa: Via Vallugana 9 -36033 Isola Vicentina (VI)
tel. 0444/977996 – fax 0444/979344
e-mail: info@mancinigroup.it

segreteria di progetto: Federica Giudice
cell. 333/6204958 fax 011/8611152
sede legale: L.go Gaslini 5 – 16147 Genova
tel. 010/5636628 – fax 010/3771448

Berik e Capirossi insieme per beneficenza

Gennaio 16th, 2007

L’11 gennaio la Casa di abbigliamento organizza a Fiesole una serata per raccogliere fondi a favore della fondazione dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze a cui parteciperà anche il pilota Ducati

Pitti Uomo, Cavalli disegna pupazzetto sul web per beneficenza

Gennaio 16th, 2007

Per Pitti Uomo Roberto Cavalli ha disegnato in esclusiva il ‘Qee’, uno stravagante pupazzetto metropolitano in vinile. Rappresenta l’ultima espressione d’arte tra giocattolo artistico e moda, con il quale lo stilista ha aderito all’ iniziativa benefica per il sito web Toysonstage.com. Gli Urban Toys, creati in edizione limitata e tra questi anche il ‘Qee’, saranno disponibili dal 16 gennaio su eBay e il ricavato delle vendite sara’ devoluto in beneficenza a TeleThon. (Ansa)

Annuncio di Beneficenza (per onlus)

Gennaio 2nd, 2007

HO DISPONIBILITA’ DI 2.000 PAIA DI COLLANT ( RIMANENZE ) DA DONARVI,
SIETE INTERESSATI ?,
PER SCARICARLE DAL MIO MAGAZZINO POSSO FATTURARLE , CON INCASSO ZERO.

LE NOVITA’ DI NAZZARENO ROMITELLI
P.LE MERCURIO, 4
62010 PIEDIRIPA MACERATA
TEL. 328/6759531
FAX. 0733/281765

Il “sistema sociale” di Coop

Luglio 17th, 2006

Il “sistema sociale” di Coop Rapporto sociale 2005 della Coop: per la prima volta messo in commercio nel circuito un prodotto solidale non alimentare, la “Polo solidale”, per un incasso di 10,7 milioni di euro. Distribuiti anche i prodotti di “Libera terra”, realizzati da cooperative di giovani sui terreni confiscati alle mafie. E 200mila soci (su 6 milioni) hanno sostenuto progetti delle ong nel sud del mondo, per un totale di 4 milioni e 200mila euro. - L’impatto ambientale: più attenzione ai prodotti non testati sugli animali e all’impiego di energia. Vinto il premio “Greenlight” per aver risparmiato in un anno 20,4 milioni di kilowatt in 135 punti vendita, pari al risparmio di 1.769 famiglie su gas ed energia elettrica. Prosegue l’attività di educazione al consumo responsabile nelle scuole.

In Nigeria la fame si combatte a scuola

Maggio 22nd, 2006

Per aumentare le iscrizioni ilgoverno ha avviato il programma “School feeding”, contro la malnutrizione e la dispersione scolastica; 2,5 milioni di bambini saranno i primi beneficiari, su circa 25 milioni di iscritti. In esclusiva da News from Africa.

Il cinque per mille andr bene

Maggio 11th, 2006

Secondo l’economista Gian Paolo Barbetta le adesioni alla nuova possibilit prevista dalla denuncia dei dredditi supereranno quelle dell’8 per mille. “Ma il fatto che non si tratti di donazioni, ma di destinare una parte delle proprie tasse insieme punto di forza e di debolezza. Potrebbe demotivare i cittadini da donazioni aggiuntive durante l’anno

Tesco: su eBay si vende la beneficenza

Marzo 15th, 2006

L’azienda intima al gigante delle aste di interrompere il commercio dei voucher per l’acquisto di prodotti informatici assegnati ai clienti dei suoi supermercati. Ma eBay rifiuta: la legge lo permette. Una storiella emblematica

Londra - Tesco, la pi grande catena di supermercati anglosassone, ha subito un tiro mancino da parte degli utenti eBay in un caso che sta assumendo toni da tregenda e che potrebbe far tremare non una ma numerose imprese che operano sui mercati tradizionali e che si trovano ora a dover fronteggiare le peculiarit di Internet.

Il progetto Tesco Computers for Schools, nato per rifornire le scuole di nuove attrezzature informatiche e didattiche, sta per essere scosso dall’intraprendenza di alcuni internauti che ricorrono al celebre sito d’aste.

Per ogni 10 sterline di spesa nei negozi Tesco si riceve un voucher speciale, che pu essere donato alle scuole o “speso” per l’acquisto di beni da dare in beneficenza alle istituzioni scolastiche. In base al numero di voucher, infatti, si possono donare prodotti pi o meno costosi. Il problema, per, che la maggior parte dei clienti che non hanno figli o comunque nessun tipo di rapporto con una scuola non sanno che farsene dei voucher: per questo motivo alcuni hanno deciso di metterli all’asta su eBay. Si sta cos dando vita ad una sorta di mercato parallelo estraneo al meccanismo del progetto e non previsto dall’azienda della distribuzione.

Tesco ha chiesto ufficialmente al sito di aste di annullare ogni compravendita di voucher, sottolineando che il suo regolamento “non permette il trasferimento di questi fra scuole, organizzazioni o individui sotto compenso”. “La vendita dei voucher ammessa dalla legge anglosassone”, ha controbattuto in un comunicato eBay UK.

Gli stessi utenti di eBay si sono detti stupiti della presa di posizione di Tesco. “Ho venduto centinaia di voucher per poche sterline. Li avevo ricevuti per gli acquisti effettuati da Tesco, ma non ho figli quindi ho pensato di metterli su eBay. Non capisco lo scandalo. Qualcuno pu essere interessato, e magari usarli per beneficenza”, ha dichiarato un utente del sito di aste.

“In passato abbiamo visto altre aste online con i voucher, ma non erano a scopo di lucro. In questo caso si tratta di una vera e propria commercializzazione che non possiamo tollerare”, ha dichiarato un portavoce del Gruppo. “I nostri clienti hanno individuato dei metodi innovativi per raccogliere i voucher, ma vorremmo sottolineare che il nostro sistema si basa sulla gratuit e quindi non dovrebbe esserci passaggio di denaro”.

Il fenomeno ha stupito la dirigenza Tesco, anche perch i prezzi per l’acquisto dei pacchetti di voucher sono al limite del raggiro. In media su eBay un centinaio di ticket vengono piazzati a circa 6,5 sterline, comprese le spese di spedizione; se si considera che una tavoletta grafica per PC “vale” 1150 voucher, il costo da assumere per portarsi a casa la tavoletta si aggira sulle 74 sterline, ben 39 sterline in pi rispetto al prezzo di listino di quel prodotto. Se poi si passa a PC dal “valore” di 10mila voucher, la vendita degli stessi su eBay appare praticamente un furto.

Tesco continuer a tentare di convincere eBay a fare un passo indietro, e a consigliare ai suoi clienti di cedere spontaneamente i voucher alle scuole di quartiere. Quel che certo che la prossima volta l’azienda ci penser due volte prima di lanciare un’iniziativa di questo tipo. E, come Tesco, anche molti altri importanti gruppi della distribuzione.

Dario d’Elia


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